
Questo racconto si intitola déjà vu ed è il primo che mi hanno pubblicato nel lontano 1997, una splendida soddisfazione.
“Irene l’aveva invitata a quella festa con l’intento di farle conoscere qualcuno e lei aveva cercato in tutti i modi di non andarci. Purtroppo l’amica non si era data per vinta e aveva smontato ogni suo pretesto. Ora era lì, seduta sul divano con un bicchiere tra le mani.
La musica assordante e il vociare di tutte quelle persone, troppe anche per il salone di Irene, la infastidivano.
Decisamente troppa gente per i suoi gusti. Accidenti!, perché si era lasciata convincere? Era una delle solite feste organizzate dall’amica. Invitava sempre più persone di quante la sua casa potesse ospitare. Stavolta però c’era qualcosa di peggio. Da quando era arrivata aveva la netta sensazione che qualcuno la stesse osservando. Un’idea abbastanza assurda considerando il caos che regnava in quella casa.
Comunque si sentiva a disagio e con l’impressione di non essere certa di dove si trovasse. La voce dell’amica la riscosse. – Cris, voglio presentarti Matt, un mio amico.
Lei alzò la testa decisa a dire a Irene cosa pensasse di quella festa e di quanto poco le importasse di fare la conoscenza dei suoi amici, ma le parole non le uscirono di bocca. La sua attenzione fu catturata dall’uomo che stava accanto all’amica. Capelli scuri, occhi di un blu intenso, l’ombra della barba… e una strana, stranissima sensazione. Dove l’aveva già visto?
Era convinta di conoscerlo da molto, molto tempo. Si rese conto d’essere rimasta lì, con la bocca aperta, a fissarlo. Per di più lui se n’era accorto. – Mi scusi, non è la mia serata – mormorò.
«Un vero peccato. Credevo d’aver trovato qualcuno con cui scambiare quattro parole. Qui c’è troppa gente per me, troppo frastuono.»
«Ehi! è la mia festa, per favore non snobbatela troppo!» la difese Irene.
Cris fece un mezzo sorriso. Quella voce…
«Mi rendo conto che possa sembrare scontato, ma ci siamo già visti da qualche parte?» trovò il coraggio di chiedergli.
Irene con molto tatto sgattaiolò verso altri ospiti e i due si accomodarono sul divano.
«Di solito sono gli uomini a dirlo» rispose lui notando l’imbarazzo della ragazza «ma credo che stavolta sia diverso. E non solo per questo dettaglio.»
«È tutto così strano» mormorò Cris portandosi una mano alla fronte e socchiudendo gli occhi. Sentiva sulla pelle il calore del sole e una strana eccitazione. Vedeva nella mente tante immagini curiose.
Aprì gli occhi e abbassò il braccio. Nel farlo sentì il fruscio della stoffa. Stava forse forse impazzendo? Era l’unica soluzione. Come poteva aver sentito un fruscio se indossava un abito senza maniche, data la stagione?
Alzò lo sguardo per incontrare quello dell’uomo seduto accanto a lei. Matt stava sorridendo, come se sapesse qualcosa che lei non conosceva ancora.
«Sono stanca di tutto questo chiasso. Vorrei andarmene.»
«Ti accompagno» si offrì lui alzandosi e porgendole una mano per aiutarla a fare altrettanto.
Cris accettò l’offerta e al contatto con la sua mano calda ebbe un brivido. Matt le circondò la vita con un braccio e a lei sembrò il gesto più naturale del mondo. Irene li guardò andare via con il sorriso sulle labbra. Certo aveva sperato che i due amici si piacessero, ma quello che aveva visto superava di gran lunga le sue più rosee aspettative.
Chissà perchè era convinta fossero fatti l’uno per l’altra. Matt e Cris si fermarono in un locale che conosceva lui dove le luci erano soffuse e la musica di sottofondo creava un’atmosfera romantica e tranquilla. I divanetti erano divisi uno dall’altro con dei graziosi séparé in stile Liberty.
Fu una serata davvero speciale. La mente di Cris era un turbinio di pensieri e immagini in cui si vedeva con Matt. Aveva la sensazione di rivivere situazioni già vissute, emozioni già provate. Chissà se era così anche per lui, se anche lui aveva la percezione di quel passato che avevano vissuto insieme.
Quando Matt infine la condusse a casa Cris era più frastornata che mai. Era la prima volta che le capitava una cosa simile e non aveva nemmeno la certezza che non fosse solo frutto della sua fervida immaginazione!
«Buonanotte Matt, grazie della splendida serata» disse evitando si chiedere se si sarebbero rivisti.
«Buonanotte Elisabeth…» sussurrò l’uomo in risposta e Cris ebbe la certezza che non solo si sarebbero rivisti, ma che tutto stava di nuovo ricominciando da capo… un’altra vita, lo stesso amore…
fine
(racconto pubblicato integralmente sulla collana BlueTango, romanzi editi da Le Onde che uscivano in edicola tutte le settimane ottobre/novembre del 1997).
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