
Cosa vuol dire boiler e perché ne parlo nei miei romanzi cercando di sensibilizzare le persone e migliorare la qualità della vita di chi subisce questo genere di situazioni.
Attraverso i romanzi si raggiungono molte persone e, nel descrivere la società, si possono mettere a nudo anche problematiche importanti. Attraverso le opere di Jane Austen, con le descrizioni della società in cui viveva, abbiamo potuto dare uno sguardo al suo mondo, avere uno scorcio del modo di vivere dei suoi tempi. I suoi romanzi ci hanno permesso di capire il ruolo della donna ai suoi tempi e di fare un confronto con il nostro presente.
Allo stesso modo, nei romanzi di oggi, possiamo dare alle lettrici dei giorni nostri, ma anche lasciare ai posteri descrizioni del mondo odierno e magari spingere chi legge a rivalutare situazioni e condizioni. Ed è proprio con questo intento che a volte, nei miei romanzi, affronto problematiche più che mai reali: dalle piaghe della società come l’alcool e la droga, a quelli legati al body shaming e non solo.
Boiler, una parola antiquata
Quando ero bambina il boiler era la caldaia, quella che nella casa in montagna scaldava l’acqua per fare il bagno. Era un oggetto cilindrico piuttosto grosso fissato al muro del bagno. Si riempiva di acqua che veniva scaldata. Quando era pieno potevi fare il bagno. Se si svuotava dovevi aspettare. Altro che modernità. Quelle sono venute dopo.
Nella parola boiler in sé non c’è niente di male. È l’uso che se ne è fatto in seguito a essere sbagliato, ma prima di entrare nel dettaglio dell’uso odierno, ti racconto la storia dell’evoluzione della parola.
Boiler e roaster
La parola boiler deriva dall’inglese e significa caldaia, o vecchia caldaia. Questo termine è apparso nello slang britannico/australiano attorno al 1950 e veniva utilizzato per descrivere o indicare una donna di mezza età (o anziana) considerata poco attraente. In pratica dare a una persona del boiler era come dire che era una vecchia gallina da brodo. Al contrario, per riferirsi a una giovane donna si utilizzava il termine roaster.
In seguito il termine (bunny boiler) è stato utilizzato nel film Attrazione Fatale (Fatal Attraction), un film del 1987 diretto da Adrian Lyne e interpretato da Glenn Close (l’amante Alex Forrest), Michael Douglas (marito fedifrago Dan Gallagher) e Anne Archer (Beth Gallagher, moglie tradita). Nel film il termine bunny Boiler veniva usato per riferirsi ad una donna ossessiva e respinta.
Boiler è un termine gergale molto offensivo da non utilizzare perché lede i diritti umani delle persone.
Tempi moderni
Nel 2022 la parola boiler ha iniziato a diffondersi sui social, in particolar modo su Instagram e ancora di più su Tiktok dove era stata data vita alla Boiler Summer Cap, un evento orribile nel quale alcuni ragazzi avvicinavano delle ragazze, o donne in sovrappeso al solo scopo di prenderle in giro (definendole appunto boiler) filmandole. I video online andavano virali e gli autori rientravano in una classifica a punti.
Purtroppo questa challenge prendeva di mira persone fragili, schiacciate dall’imbarazzo e dalla cattiveria. Il fenomeno suscitò, per fortuna, grande indignazione e molte persone furono giustamente arrestate per atti di bullismo e body shaming.
Joy e Ann
Nei miei romanzi talvolta affronto problematiche legate all’aspetto fisico. Le donne non sono tutte magre e taglia quaranta, quindi non lo sono nemmeno le mie protagoniste. Se oggi si chiama body shaming, una volta si chiamava soltanto cattiveria. Se oggi lo chiamiamo bullismo, cinquant’anni fa non aveva un nome, ma aveva comunque un connotato. Qualunque nome gli si dia, in qualunque modo lo si descriva, si tratta sempre della medesima cosa.
Si ledono i diritti umani delle persone, le si insulta per cattiveria, a volte semplicemente per noia, senza pensare alle conseguenze. Nessuno vorrebbe essere oggetto di un simile comportamento. Eppure chi lo perpetra non ci pensa. Forse pensa che a lui, o lei, non accadrà mai, ma nella vita non si dovrebbe mai dare niente per scontato. Inoltre, si dovrebbe sempre trattare gli altri con cortesia, tolleranza, gentilezza. Che, sostanzialmente, è come vorremmo essere trattati noi, giusto?
Nel mio piccolo cerco sempre di sensibilizzare le persone, sia quelle che hanno comportamenti lesivi verso gli altri, sia chi subisce, la maggior parte delle volte in silenzio, soprattutto per vergogna. Sì, perché le parole fanno male, offendono, feriscono, ma la cosa più assurda è che chi viene offeso pensa in qualche modo di meritarsele. NON È COSI’. Tacere permette ai bulli di continuare a comportarsi male, di offendere, forti del silenzio delle vittime.
Joy protagonista di Una loser curvy alla riscossa

Questa commedia romantica è uscita prima con un editore no eap, se non ricordo male nel 2022, e poi in self nel novembre 2023 e ancora oggi continua ad essere letta e recensita. La protagonista è Joy, una ragazza curvy che, da adolescente, è stata presa in giro e bullizzata. Ha subito il body shaming e non si è mai ribellata. Non se ne è mai lamentata. Diventata una giovane donna, si trova un ragazzo e, pensando alla sua incredibile fortuna, non si rende conto che la sta solo usando.
Joy non è la protagonista perfetta e anche se non viene più presa in giro apertamente, viene comunque trattata come una persona di poco valore. Quando conosce Avery, un perdente come lei, qualcosa cambia e Joy inizia a pensare di valere. Ed è proprio il cambiamento che avviene in lei a riflettersi in tutte le sue relazioni con il genere umano.
“Perché se vuoi che le persone cambino il modo in cui ti vedi, devi essere tu la prima a cambiare il modo in cui vedi te stessa.”
E questo ci porta ad Ann.
Ann nel mio prossimo romanzo in uscita

Ann ha vissuto esperienze simili a quelle di Joy durante l’adolescenza. È stata chiamata bolier, insultata ed etichettata come perdente. Tutti erano convinti che non avrebbe mai combinato niente di buono nella vita, invece ha dato vita a qualcosa di così incredibile da essere finita su Forbes. Curiosa? Credimi, non vedo l’ora di finire di scriverla per poterla pubblicare.
Anche in questo nuovo romanzo ho instillato positività e ottimismo, e la voglia, nella protagonista, di dare una svolta alla sua vita, per dimostrare a sé stessa che ce la può fare nonostante tutto. Attorno ad Ann ho creato un mondo di cui ti parlerò presto, intanto te la mostro nell’immagine qui sopra.
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Non bisognerebbe mai offendere le persone
Ciao Catia, sono assolutamente d’accordo con te, un abbraccio
Non sapevo da dove venisse questo termine, inteso come significato negativo
Ciao Laura, ha una lunga storia dell’uso negativo, purtroppo