9 Mag '12
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Déjà Vu, un racconto da leggere – parte II

deja vu di marina galatioto

deja vu di marina galatioto

Seconda parte del racconto Déja vù:

“Irene con molto tatto sgattaiolò verso altri ospiti e i due si accomodarono sul divano.

– Di solito sono gli uomini a dirlo – rispose lui notando l’imbarazzo della ragazza – ma credo che stavolta sia diverso. E non solo per questo dettaglio.

– è tutto così strano – mormorò Cris portandosi una mano alla fronte e socchiudendo gli occhi. Sentiva sulla pelle il calore del sole e una strana eccitazione. Vedeva nella mente tante immagini curiose.

Aprì gli occhi e abbassò il braccio. Nel farlo sentì il fruscio della stoffa. Stava forse forse impazzendo? Era l’unica soluzione. Come poteva aver sentito un fruscio se indossava un abito senza maniche, data la stagione?

Alzò lo sguardo per incontrare quello dell’uomo seduto accanto a lei. Matt stava sorridendo, come se sapesse qualcosa che lei non conosceva ancora.

– Sono stanca di tutto questo chiasso. Vorrei andarmene.

– Ti accompagno – si offrì lui alzandosi e porgendole una mano per aiutarla a fare altrettanto.

Cris accettò l’offerta e al contatto con la sua mano calda ebbe un brivido. Matt le circondò la vita con un braccio e a lei sembrò il gesto più naturale del mondo.

Irene li guardò andare via con il sorriso sulle labbra. Certo aveva sperato che i due amici si piacessero, ma quello che aveva visto superava di gran lunga le sue più rosee aspettative.

Chissà perchè era convinta fossero fatti l’uno per l’altra.

Matt e Cris si fermarono in un locale che conosceva lui dove le luci erano soffuse e la musica di sottofondo creava un’atmosfera romantica e tranquilla.

I divanetti erano divisi uno dall’altro con dei graziosi séparé in stile Liberty.

Fu una serata davvero speciale. La mente di Cris era un turbinio di pensieri e immagini in cui si vedeva con Matt. Aveva la sensazione di rivivere situazioni già vissute, emozioni già provate.

Chissà se era così anche per lui, se anche lui aveva la percezione di quel passato che avevano vissuto insieme.

Quando Matt infine la condusse a casa Cris era più frastornata che mai. Era la prima volta che le capitava una cosa simile e non aveva nemmeno la certezza che non fosse solo frutto della sua fervida immaginazione!

– Buonanotte Matt, grazie della splendida serata – disse evitando si chiedere se si sarebbero rivisti.

– Buonanotte dolce Elisabeth… – sussurrò l’uomo in risposta e Cris ebbe la certezza che non solo si sarebbero rivisti, ma che tutto stava di nuovo ricominciando da capo… un’altra vita, lo stesso amore…

fine

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