9 Apr '12
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Bambini, creatività e distrazione

creatività

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Circa venti giorni fa ho letto un articolo sul Corriere della Sera, il titolo era “La creatività nei bambini distratti”. Il titolo mi ha subito incuriosita. Volevo capire, tanto più che distrazione, creatività, attenzione sono materie e argomenti controversi.

Così ho pensato di leggere cos’aveva stabilito la ricerca condotta dall’Università del Winsconsin dato che il risultato sembrava essere opposto a quanto viene comunemente affermato.

Tanto per dare un sunto di quanto viene detto: la giornalista riporta che la disattenzione, che al giorno d’oggi viene intesa come un problema e sintomo di malattia, non è in realtà un problema.

La ricerca ha invece messo in evidenza che la distrazione non sempre è uno svantaggio perchè consente di distaccarsi dai problemi di tutti i giorni e… creare! La creatività è una grande risorsa, specialmente per gli artisti.

Ricordo mio figlio… quando andava alle elementari mi dicevano che era sempre distratto. Alle medie poi peggio che andare di notte. Una sua insegnante mi chiese persino: “ma a cosa pensa?“. Poi prese un sei per un disegno pubblicitario veramente simpatico che però non capirono.

Quando doveva scegliere l’indirizzo per le superiori una sua professoressa, che diceva sempre di quanto poco si impegnasse, mi disse che poteva fare solo una scuola professionale, visto che non era portato per lo studio!

Sembrava fosse uno di quei ragazzini di oggi che non hanno mete, nessun obiettivo o voglia di fare. benedico sempre il giorno in cui l’ho portato in occasione delle “scuole aperte” a vedere il Liceo dello Sport e della Moda. Ha scelto l’indirizzo grafico.

Era la sua strada. I suoi voti sono diventati bellissimi. pagelle mai viste, studiava senza doverglielo dire e amava farlo. La sua distrazione? Creatività! Nient’altro che passione per il computer, i programmi, l’arte.

Adesso? Non ha nemmeno diciassette anni, vive e fa una sorta di master a Los Angeles, con grande soddisfazione. Sta studiando un corso sull’arte. Lavora sui computer, crea pubblicità. Di lui apprezzano l’impegno, la semplicità, la voglia di lavorare e di fare sempre meglio. Parla perfettamente l’inglese e sta finendo le scuole superiori là.

Pensare che dicevano che poteva solamente frequentare una scuola professionale. Io penso che ogni persona abbia in sé grandi qualità. Bisogna solamente capire quali e fare in modo che possa utilizzarle per potersi esprimere.

Certo mi manca, ma sono tremendamente orgogliosa di lui. L’ho raccontato perchè quell’articolo di giornale, la ricerca dell’università del Winsconsin forse non è così sbagliata, ma sopratutto prima di dire che qualcosa, o qualcuno è sbagliato si dovrebbe contare, magari non solo fino a dieci!

 

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